Premio Di Venanzo: a Marco Graziaplena Esposimetro d’Oro film italiano mentre l'Esposimetro d’Oro film straniero a Dariusz Wolski I riconoscimenti per la fotografia dei film Duse e Norimberga


Altre Note m


 La Giuria del 31° Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica Gianni Di

Venanzo assegna a Marco Graziaplena l’Esposimetro d’oro per la fotografia di un film italiano,

Duse (2025) diretto da Pietro Marcello, e assegna a Dariusz Wolski l’Esposimetro d’Oro per un

film straniero, Norimberga (2025) diretto da James Vanderbilt.

I due autori della fotografia cinematografica ritireranno il riconoscimento a Teramo, nel

corso della cerimonia di premiazione che si terrà sabato 10 ottobre, in Piazza Martiri della Libertà.

Il romano Marco Graziaplena si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografica a

Roma come direttore della fotografia. Cresce artisticamente sotto la guida di Giuseppe Rotunno,

affinando una sensibilità visiva profondamente legata alla tradizione del cinema d’autore. La svolta

arriva grazie a un direttore della fotografia che lo porta con sé in Francia come primo assistente e

focus puller (o fuochista: responsabile della messa a fuoco dell’immagine). Da quel momento si

consolida la carriera oltralpe, fino all’esordio come direttore della fotografia principale, avvenuto

una decina di anni fa. Dopo gli esordi come assistente operatore, lavora su set internazionali

collaborando, tra gli altri, con Spike Lee, J.J. Abrams e Doug Liman, e nel mondo della pubblicità

con registi come Tarsem, Jonas Åkerlund e Johan Renck. Oggi, franco-italiano, è uno dei direttori

della fotografia più interessanti del cinema europeo contemporaneo, con una filmografia che

include lavori con Abdellatif Kechiche, Yohann Manca e Pietro Marcello, alternando cinema,

cortometraggi e spot pubblicitari di alto profilo. Ha lavorato più volte con il regista teramano Marco

Chiarini (Lo spazzolino da denti – Esercizio di stile – Esercizi di magia – Omero bello di nonna)

Per il film Duse, come racconta nell’intervista pubblicata dal numero 8 di AIC Bulletin: “Il

linguaggio visivo è stato volutamente meno legato ai movimenti di zoomata continua dall’ampio

allo stretto, preferendo stringere maggiormente sui primi piani… Abbiamo affrontato – dice ancora

Graziaplena - questo film d’epoca con uno spirito squisitamente documentaristico. L’obiettivo non

era una ricostruzione calligrafica o un’illuminazione accademica e patinata da “period movie”

tradizionale; volevamo attualizzare l’epoca per parlare dell’oggi, evidenziando temi come la

censura di Stato, la propaganda politica e la retorica bellica… Ho riscoperto il piacere e

l’efficacia della cosiddetta “luce di piatto” (frontale e diretta). Piazzare un proiettore da 18K

diretto in faccia agli attori è una scelta che oggi spaventa molti nel digitale, ma che in pellicola

regala una resa dell’incarnato e una trasparenza dello sguardo semplicemente magnifiche. La

pellicola possiede una morbidezza intrinseca che ti salva sempre e accarezza i volti.”


Duse (2025) Paese di produzione: Italia, Francia. Durata: 122 minuti. Genere: biografico, drammatico, 

storico.

Regia: Pietro Marcello. Sceneggiatura: Letizia Russo, Guido Silei, Pietro Marcello. Fotografia:

Marco Graziaplena. Montaggio: Fabrizio Federico, Cristiano Travaglioli, Alessio Franco, Luca

Carrera. Effetti speciali: Arianna Capra. Musiche: Fabrizio Elvetico, Marco Messina, Sacha Ricci.

Scenografia: Gaspare De Pascali. Costumi: Ursula Patzak. Trucco: Maurizio Fazzini.

Interpreti e personaggi: Valeria Bruni Tedeschi (Eleonora Duse), Noémie Merlant (Enrichetta

Checchi Marchetti), Mimmo Borrelli (Ermete Zacconi), Fausto Russo Alesi (Gabriele

D’Annunzio), Giovanni Morassutti (Milo), Vincenzo Pirrotta (Benito Mussolini)…

Questa la motivazione della Giuria del Di Venanzo (Pres. Stefano Masi, Giorgio Treves,

Adriana Chiesa, Gerry Guida, Giuseppe Venditti, Franco Mariotti e Laura Delli Colli):


Esposimetro d’Oro per un film italiano a

MARCO GRAZIAPLENA per Duse – regia di Pietro Marcello

Per aver saputo cogliere tutte le suggestioni della luce naturale, in linea con le inclinazioni del

regista Pietro Marcello. Un vasto campionario di visioni, che mescola ad arte la pasta

dell’immagine di differenti pellicole e diverse ottiche.


Dariusz Wolski, nato a Varsavia il 7 maggio 1956, studia alla Scuola nazionale di

cinema, televisione e teatro Leon Schiller di Łódź , emigra negli Stati Uniti nel 1979, a 23 anni.

Esordisce alla fotografia nel 1988, lavorando in seguito a film come Il corvo - The Crow , Allarme

rosso , The Fan - Il mito , Delitto perfetto e Dark City . Tuttavia il suo nome è principalmente legato

alla saga di Pirati dei Caraibi nei primi quattro capitoli (2003-2011).

Wolski inizia la sua attività realizzando video musicali : cura la fotografia di numerosi videoclip tra

la fine degli anni ottanta e l'inizio dei novanta per artisti come David Bowie , Elton John , Neil

Young , Aerosmith e Sting . Dal 1996 è membro dell' American Society of Cinematographers (ASC).

Dal 2012 collabora frequentemente con Ridley Scott . Nel 2021 è stato candidato per la prima volta

al premio Oscar per Notizie dal mondo .

Nel film Nuremberg (Norimberga, 2025) diretto dal regista James Vanderbilt, il direttore

della fotografia Dariusz Wolski insieme ai suoi collaboratori ha cercato di creare un linguaggio

visivo che privilegiasse l'accuratezza storica, la sobrietà e la recitazione. Nel farlo, Wolski ha

attinto a diverse fonti di ispirazione, tra cui i filmati d'epoca del processo di Norimberga, la

fotografia di strada e l'esperienza maturata nella sua lunga collaborazione con il regista Ridley

Scott. E le riprese all’interno della cella con gli attori Rami Malek, che interpreta lo psichiatra

Kelley, incaricato di valutare i gerarchi nazisti, e con Russel Crowe, che interpreta Goring… -

Wolski, nella intervsita raccolta da Panavision.com, dice - «Nella prigione c'è una sola fonte di

luce», prosegue. «Si parte sempre dalla realtà. Eve Stewart, la scenografa, si è presentata con una

fotografia autentica che ritraeva una lampadina nuda protetta da una gabbia metallica. E io ho

detto: Beh, fotografiamo proprio quella. Vediamo che effetto fa. Così abbiamo usato lampadine nude, 

ottenendo ombre molto nette…«Se posizioni la luce nel punto giusto, puoi girare l'intera scena in 

quel modo», - aggiunge il direttore della fotografia polacco - «Ascoltavo Vittorio Storaro, il quale 

sosteneva che l'deale fosse girare un film con un'unica fonte di luce. Ci credo ancora e cerco 

sempre di farlo».”

Nuremberg (Norimberga, 2025) Paese di produzione: Stati Uniti d’America. Durata 148 minuti. 

Genere: storico, drammatico. Regia

James Vanderbilt. Soggetto: dal romanzo Il nazista e lo psichiatra di Jack El-Hai. Sceneggiatura:

James Vanderbilt. Fotografia: Dariusz Wolski. Montaggio: Tom Eagles. Musiche: Brian Tyler.

Scenografia: Eve Stewart. Costumi: Bartholomew Cariss. Trucco: Jan Sewell.

Interpreti e personaggi: Russell Crowe (Hermann Göring), Rami Malek (Douglas Kelley), Leo

Woodall (sergente Howie Triest), John Slattery (colonnello Burton Andrus)…

All’indomani della Seconda guerra mondiale, mentre il mondo è ancora sconvolto dagli

orrori dell’Olocausto, al tenente colonnello Douglas Kelley, psichiatra dell’esercito americano,

viene affidato un incarico senza precedenti: valutare la sanità mentale di Hermann Göring, il

famigerato ex braccio destro di Hitler, e di altri alti gerarchi nazisti. Sul palcoscenico della storia

si apre così il processo di Norimberga, un evento che ha cambiato per sempre la storia e l’umanità.

Questa la motivazione della Giuria del Di Venanzo (Pres. Stefano Masi, Giorgio Treves, Adriana

Chiesa, Gerry Guida, Giuseppe Venditti, Franco Mariotti e Laura Delli Colli):

Esposimetro d’Oro per un film straniero a:


DARIUSZ WOLSKI per Norimberga, regia di James Vanderbilt

Per la potenza di una visione di tipo classico che si sposa con la semplicità degli interventi, talvolta

attraverso un unico punto luce. Uno stile fatto di estrema eleganza, seppur mai esibita, in un

racconto in bilico tra dramma giudiziario e film carcerario, potenzialmente avaro di bellezza

fotografica.

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