Ennesimo grido di allarme di Teramo Nostra sullo stato disastroso della Chiesa di San Giuseppe. Nel mirino l'indifferenza degli enti preposti alla sua salvaguardia
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Marcello Maranella
Questa mattina presso la corte interna della Biblioteca Delfico l'associazione culturale Teramo Nostra, rappresentata dal Presidente Piero Chiarini, dal Direttore artistico Sandro Melarangelo e dal Consulente dell'associazione architetto Emidio Tritella, ha consegnato ai presenti in conferenza stampa un memorandum dettagliato sullo stato pietoso in cui versa la chiesa di San Giuseppe. Già in passato la stessa Teramo Nostra insieme ad altre associazioni e privati cittadini, tra cui il compianto avvocato Gianni Gebbia, aveva denunciato più volte il crollo del tetto inducendo chi di dovere a coprire momentaneamente il buco con un telo plastico, acquistato nell'inverno del 2016, in attesa di un rapido intervento di ricostruzione del tetto per evitare che l'acqua piovana deteriorasse in modo irreparabile l'intero edificio sacro.
Purtroppo a distanza di dieci anni, è stato sottolineato a gran voce, il telo è ancora lì a causa dell'inerzia "degli enti preposti alla salvaguardia e alla tutela di un bene di notevole valore storico, artistico e religioso" quale è la chiesa di San Giuseppe eretta tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo e conserva anche alcuni reperti artistici di valore.
A tal riguardo Sandro Melarangelo ha fatto riferimento all'altare ligneo rivestito in oro zecchino di epoca barocca e un dipinto del 1630 realizzato da Sebastian Majewscki, l'artista polacco che aveva prestato la propria opera anche nella cattedrale. Senza dimenticare il pregevole soffitto ligneo dipinto, ormai in condizioni degradate e una lapide incisa da Luca da Manoppello nel 1270, riferita alla mitica fonte Agenzana che sorgeva a poche decine di metri dalla chiesa.



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