Dai banchi dell’Istituto “Alessandrini” di Teramo alla ricerca sul DNA: il plauso della scuola al dottor Marco Di Antonio
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Un riconoscimento che parte dalla scuola e guarda alla ricerca scientifica internazionale.
In occasione del Collegio dei docenti di inizio anno scolastico del Polo Tecnologico
Economico “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Forti” di Teramo, prima dell’avvio dei
lavori, la dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati ha rivolto, a nome suo e dell’intera
comunità scolastica, un plauso al dottor Marco Di Antonio, ex diplomato dell’istituto, oggi
ricercatore all’Imperial College di Londra, per gli importanti risultati raggiunti dal suo
gruppo di ricerca.
Al centro delle più recenti attività scientifiche coordinate dal dottor Di Antonio c’è un tema
di grande interesse nel campo della biologia molecolare: il possibile ruolo dei G-
quadruplex, particolari strutture del DNA capaci di assumere una configurazione a quattro
filamenti, nella regolazione dell’organizzazione del genoma e dell’espressione dei geni.
Il DNA è comunemente associato alla celebre doppia elica. Esistono però sequenze che,
in determinate condizioni, possono ripiegarsi in strutture tridimensionali più complesse. I
G-quadruplex sono presenti in regioni del genoma coinvolte nei meccanismi che regolano
l’attivazione e la disattivazione dei geni e da tempo sono oggetto di studio per
comprendere il loro possibile ruolo nei processi cellulari.
Il nuovo lavoro del gruppo guidato dal dottor Di Antonio, pubblicato sulla rivista scientifica
Nucleic Acids Research, si concentra sulla proteina Cockayne Syndrome B (CSB),
associata alla sindrome di Cockayne, una rara patologia genetica caratterizzata anche da
fenomeni di invecchiamento precoce. I ricercatori hanno osservato in laboratorio che CSB
può formare condensati simili a goccioline liquide e che il fenomeno risulta particolarmente
evidente in presenza di G-quadruplex multimolecolari (mG4).
Si tratta di un processo riconducibile alla cosiddetta separazione di fase, attraverso la
quale alcune molecole possono organizzarsi in compartimenti dinamici all’interno della
cellula, senza essere delimitate da una membrana. I risultati indicano che le strutture mG4
possono influenzare la capacità della proteina CSB di formare questi condensati e
suggeriscono un possibile meccanismo attraverso il quale specifiche regioni del genoma
vengono organizzate e rese accessibili alle proteine coinvolte nella regolazione
dell’espressione genica.
La ricerca apre così una prospettiva interessante: non sarebbe soltanto la sequenza del
DNA a contribuire a determinare il comportamento delle proteine regolatrici, ma anche la
forma tridimensionale assunta dal materiale genetico. Un meccanismo che potrebbe
contribuire, in prospettiva, alla comprensione di alcuni processi legati all’invecchiamento e
a patologie come il cancro.
Gli studi precedenti del gruppo del dottor Di Antonio avevano già evidenziato un accumulo
di G-quadruplex nelle cellule di tumore ovarico durante lo sviluppo della resistenza alla
chemioterapia, associando la presenza di gruppi di queste strutture a significative
variazioni dell’espressione genica. I nuovi risultati contribuiscono a esplorare i possibili
meccanismi alla base di queste osservazioni.
Le eventuali applicazioni terapeutiche sono ancora oggetto di ricerca e saranno necessari
ulteriori studi, soprattutto in cellule viventi e in modelli biologici più complessi, per verificare
quanto osservato in laboratorio e individuare possibili nuovi bersagli farmacologici.
Per la comunità del Polo “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Forti”, tuttavia, il valore della
ricerca si unisce a quello di una storia personale e formativa: quella di un ex studente
teramano che, partendo dai banchi della scuola, ha raggiunto la comunità
scientifica internazionale. Un percorso che la dirigente scolastica Fatigati ha voluto
ricordare e valorizzare proprio nel momento in cui la scuola sta avviando un nuovo anno di
studio, formazione e crescita.


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