Luca Giordano è il vincitore del Premio Letterario Camaiore -Francesco Belluomini- con l’opera edita da Studium “Campi assolati – Contro la guerra”
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Sabato 19 settembre, nella suggestiva cornice dell’Hotel Villa Ariston a Lido di Camaiore, è andata in scena la serata finale della XXXVIII edizione del Premio Letterario Camaiore - Francesco Belluomini, promosso dal Comune di Camaiore con il supporto della Regione Toscana, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, della SIAE e della Provincia di Lucca..
Una finalissima il cui esito ha visto la giuria popolare proclamare vincitore Luca Giordano con l’opera “Campi assolati – Contro la guerra”, edita da Studium.
In lizza nella cinquina finalista vi erano anche Antonietta Gnerre (“Umano fiorire”, Passigli), Federico Italiano (“Godzilla”, Guanda), Rita Pacilio (“La prima parola”, Edizioni Di Felice) ed Evaristo Seghetta Andreoli (“Epiloghi”, Interno Poesia).
A premiare il vincitore, insieme al Presidente del Premio, Michele Brancale, il Sindaco di Camaiore, Marcello Pierucci, e l’Assessore alla Cultura Claudia Larini. La serata è stata presentata da Maria Sole Sanasi.
La giuria tecnica – presieduta da Michele Brancale e composta da Cinzia Demi, Simone Gambacorta, Irene Marchegiani, Federico Migliorati, Renato Minore e Ottavio Rossani – aveva inserito il libro di Giordano con una motivazione che racchiude il senso profondo dell'opera: «Contro la guerra» è il sottotitolo di questo libro di Luca Giordano.
La potenza delle immagini e dei sentimenti che muovono i versi nei racconti di guerra, sia che si tratti di vere frontiere (che ci riportano quasi al canto ungarettiano de “L’Allegria”) che di realtà urbane, non manca di proporre una comunanza con le vittime di ogni specie.
Lo sguardo si fa denuncia, la poesia si fa voce soprattutto per i bambini dalle vite spezzate. La storia dei nostri giorni, lucidamente qui denunciata, contrasta con la seduzione della vita che Giordano sente, e rende forte una richiesta di vita e condivisione ai suoi lettori.
“Questa vittoria non è solo mia, ma di tutti. Perché è la poesia ad essere di tutti, e tutti la possono usare - le parole a caldo di Luca Giordano subito dopo la proclamazione -. E proprio questo, a volte, è il problema della poesia.
Come dice Orazio, carmina non dant panem cioè i canti, le poesie, non danno il pane. Però possono dare felicità, verità, giustizia. Proprio per questo, la poesia è il mezzo più importante che abbiamo per migliorare il mondo”.
Ricco e di altissimo profilo il quadro dei riconoscimenti assegnati durante la cerimonia. Il Premio Internazionale è andato a Jüri Talvet per il volume “Oggi gli oracoli sanno tutto” (Terra di Ulivi edizioni), mentre il Premio alla Carriera è stato conferito a Franco Buffoni per la sua imponente produzione poetica raccolta nell'opera omnia “Poesie 1975-2025”.
Il Premio per la Diffusione della Cultura Poetica è stato assegnato a Martha Luana Canfield, mentre il
Premio Speciale è andato all’”Antologia ragionata” di Mario Santagostini. Il Premio della Segnalazione della Giuria Tecnica è andato a Tiziano Broggiato con “Il soffiatore di vetro. Poesie scelte 1983-2025” (Marietti 1820), affiancato dalle menzioni speciali per Jeannette L. Clariond, James Harpur, Alessandro Fo e Alfredo Panetta e dalle Menzioni per Paolo Butti, Fabio Dainotti, Alberto Fraccacreta, Cody Franchetti, Anna Maria Giancarli (de L’Aquila), Beppe Mariano e Federica Taddei.
Guardando alle nuove leve della poesia italiana, il Premio Camaiore Proposta “Vittorio Grotti” è stato vinto da Chiara Di Sante con l'opera di esordio Cuore sangue strada (Giuliano Ladolfi Editore), mentre il Premio SIAE Under 35 è stato assegnato ex aequo a Stefano Calemme con "Atlante delle ferite" (Fare editore) e ad Abbadi Ali Fatmi con Una casa blu (Capire edizioni).
In conclusione di serata, la famiglia Codecasa ha premiato le scuole e gli studenti del territorio protagonisti del concorso “La Poesia dei Ragazzi”, con un contributo economico per arricchire le biblioteche scolastiche in memoria di Davide Codecasa.Da quattro anni siede nella giuria tecnica del Premio Camaiore Belluomini anche il teramano Simone Gambacorta: “Quella che si è appena conclusa - dichiara Gambacorta – è stata un’edizione particolarmente ricca, con tante opere importanti in concorso e con una cerimonia conclusiva carica di contenuti. Sono molto grato al presidente Michele Brancale e agli altri amici della giuria per il clima nel quale abbiamo lavorato: riunioni, confronti, riflessioni condivise sono un valore aggiunto. È stato un percorso denso e giustamente impegnativo, ma proprio per questo bello e formativo.
Il Comune di Camaiore ancora una volta ha organizzato tutto in modo mirabile, e anche per questo credo che il Premio possa essere visto come un modello. D’altra parte, il Camaiore ha una lunga storia – prosegue Gambacorta – e per questo non si possono non ricordare Francesco Belluomini e Rosanna Lupi, che lo hanno creato e fatto crescere. La vittoria di Luca Giordano – spiega ancora Gambacorta – segnala quanto la poesia sia essenziale anche nel minuto e silenzioso riflettere quotidiano che ciascuno porta avanti nel proprio percorso di vita: la poesia come esperienza concretamente fondante dei giorni, come “strumento umano” per eccellenza che combina, grazie alla parola lirica, il piano dell’esperienza individuale con quello del vissuto collettivo.
Cito Luca Giordano, ma penso a tutti i premiati, da Franco Buffoni per la Carriera a Chiara Di Sante per la Proposta, così come penso a tutti i menzionati. Ogni tempo ospita una sua lingua nascosa, così come in ciascuno di noi ne vive una segreta: la poesia non espugna – né vuole farlo – queste inviolabilità, questi silenzi, che appartengono al mistero di quello che siamo, ma ci pone in dialogo con essi e ce ne consegna il senso. Da questo punto di vista, il Premio Camaiore, inteso come “osservatorio” e come “scandaglio” sulla poesia contemporanea, è una grande occasione di incontro, di apertura, di ascolto”.


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