In azione questa mattina le ruspe all'interno dell'ex manicomio per l'apertura ufficiale del cantiere della Cittadella della Cultura dell'Università degli Studi di Teramo.

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di Marcello Maranella

Alle 10 in punto il magnifico rettore dell'Università degli Studi di Teramo, Christian Corsi, ha varcato la soglia  d'ingresso dell'ex manicomio per annunciare alla stampa l'apertura ufficiale del cantiere per la realizzazione del primo lotto funzionale della Cittadella della Cultura. Un traguardo tanto ambito quanto prestigioso, finalmente raggiunto dopo numerose traversie di natura burocratica e finanziaria, destinato a cambiare il volto della città di Teramo in senso moderno e propulsivo. 

Quando la pala meccanica ha inferto il primo colpo di abbattimento sul tetto della palazzina fatiscente si è percepito il passaggio d'epoca di quel luogo sinistro da fabbrica della follia per malati di mente a Centro di alta formazione, di ricerca, di rapporto con il territorio, ha precisato il rettore auspicando anche il completamento del secondo lotto prima della fine del suo mandato. "Appena concluso questo nostro incontro", ha poi aggiunto il professor Corsi, "partirò per Roma alla ricerca di altri finanziamenti in quanto spetta a noi come stazione appaltante più importante della provincia di Teramo  pensare ai contenuti chiari e trasparenti affinchè non si creino cattedrali nel deserto. Occorre affrontare scelte così importanti con coraggio e determinazione. Da questo punto di vista l'Università di Teramo non fa certo difetto."

Immaginiamo cosa sarà la nostra Città nel 2040 e nel 2050. Il futuro di questa città deve essere deciso non solo dagli studenti ma da tutti i giovani di questa comunità creando le condizioni più favorevoli per viverci degnamente senza essere costretti ad emigrare, ha affermato il rettore visibilmente soddisfatto di questo nuovo inizio programmatico che lo vede totalmente impegnato come aziendalista e, soprattutto,  come teramano legatissimo alle proprie radici. Convinto che la struttura per le sue grandi dimensioni è stata e sarà una città nella città ma, a differenza del passato ha precisato Corsi, la Cittadella della Cultura, che ospiterà le facoltà di Scienze della Comunicazione e di Scienze Politiche, diventerà un luogo aperto  a temi di ricerca che andranno a studiare la parte architettonica, la parte sociologica, la parte militare e la parte economica avendo ritrovato i libri contabili di quel complesso edilizio che era una delle imprese più importanti di Teramo. E poi c'è  la missione  dell'Università che significa trasferimento tecnologico, vale a dire laboratori di intelligenza artificiale, laboratori moderni, strutture che chiuderanno a mezzanotte collocate nel primo plesso oggetto di ristrutturazione che, come si vede nel progetto, danno l'idea di una porta aperta sulla città.






 

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