Il Moderno nella Ceramica di Castelli

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Sarà inaugurata domani 2 aprile presso la galleria d'arte IL RISTRETTO la mostra, unica  a Teramo, "Il Moderno nella ceramica di Castelli" . L'evento trae spunto dal primo Quaderno di Nerio Rosa, invitato a realizzare scritti sulla ceramica di Castelli e fa riferimento all'edizione del Calendario Tercas 1988, si tratta di un'analisi sulle opere di giovani artisti della contemporaneità, ancora particolarmente intensa e significativa del Moderno. 

A tal riguardo scrive Nicola Rossi che "la presentazione del progetto  della serie Quaderni di Andromeda, dedicati allo studio e alle ricerche sulla ceramica di Castelli, è avvenuta il 24 novembre 1993 con un dibattito  presso la Sala consiliare della Provincia di Teramo, cui hanno partecipato Pietro Montani dell'università di Roma "La Sapienza" e Ezio Sciarra, professore di Sociologia presso l'Università di Teramo.

Nel 1986 la Scuola d'Arte di Castelli compiva ottanta anni e, nel decennio 1950/1960 ebbe, con alterne vicende, e diverse funzioni, cinque ceramisti di livello nazionale: Giorgio Baitello, Giorgio Saturni, Serafino Mattucci, Arrigo Vissani e Guerino Tramonti e quale sesto protagonista, Eugenio Volpe.

Con Baitello e Saturni, all'inizio degli anni '40 si imponeva a Castelli l'arte maiolicata: già nel 1949, nella mostra nazionale di ceramica contemporanea  tenutasi a Teramo, Baitello con "La donna del fiume" e Saturni con "Il mito di Orfeo" ottenevano i maggiori riconoscimenti.

A questi Nerio Rosa aggiunge "le testimonianze artistiche più recenti" di Roberto Bentini, Vincenzo Di Giosaffatte, Fausto Cheng Chi Chang, Giancarlo Sciannella, e Nino Di Simone".

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