I pani benedetti di San Biagio

AltreNote m.m


Martedì prossimo, 3 febbraio 2026, in occasione della ricorrenza di San Biagio,

l’associazione culturale Teramo Nostra riproporrà, nella Pasticceria Piero in Viale Crucioli

a Teramo, la tradizione legata ai “pani di San Biagio”: alle 8:30 Padre Giulio

Martorelli, Rettore del Santuario della Madonna delle Grazie di Teramo, così come fece

l’anno scorso, sarà in pasticceria per benedire i pani che subito dopo saranno

offerti, due per ogni nucleo familiare e fino ad esaurimento, a chiunque voglia onorare la

tradizione.

San Biagio è uno dei 14 santi ausiliatori (quei santi invocati dal popolo  cristiano  in

casi di particolari necessità, generalmente per guarire da particolari malattie) e per la

Chiesa Cattolica viene invocato contro il male alla gola.

La tradizione si fa risalire ad alcuni avvenimenti, come un miracolo che viene

accreditato a San Biagio, il salvataggio di un fanciullo che rischiava di soffocare a causa di

una lisca di pesce: il santo gli fece ingoiare della mollica di pane, che prima aveva

benedetto, ed il giovane si salvò.

Oltre ai pani, a Teramo e in Abruzzo si preparano i taralli salati e dolci e le

ciambelle, si fanno benedire e si mangiano. Sempre in Abruzzo una menzione particolare

la meritano senza dubbio le Panicelle di Taranta Peligna, pani a forma di mano del

benedicente.


Da nord a sud dell’Italia la tradizione di benedire e scambiarsi panini e taralli nel giorno del

santo è davvero radicata.

Nel vicino Molise, ad Acquaviva Vallecroce, ecco le Pandiçe, due o tre pagnottine

unite insieme al cui centro viene incisa una chiave e i Kolači, dolci ripieni di mosto cotto,

marmellata di uva, noci e mandorle, miele, cannella e scorza di arancia.

Un caso a parte è quello del Panettone di Milano dove il culto di San Biagio è molto vivo,

ed è tradizione la mattina del 3 febbraio mangiare, insieme alla famiglia a colazione, una

fetta di panettone natalizio, appositamente conservata, come gesto propiziatorio contro i

mali della gola e raffreddori, secondo il detto milanese “San Bias el benediss la gola el

nas”.

San Biagio, nei proverbi abruzzesi, viene legato anche alla meteorologia del periodo: Tra

San Biaggie e la Cannelore se ce nangue e se ce piove dall’invern stame fore! Se ce sta

lu solitille stame ‘mmezze a lu ‘nvernarille!

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