Il Dottor Carlo D’Aurizio premiato al Wildlife Photographer of the Year 2026. La magia degli storni sul fiume Tirino tra le 100 foto più belle al mondo
Altre Note
Il fotografo abruzzese, il Dottor Carlo D’Aurizio, è tra i cento vincitori del prestigioso Wildlife Photographer of the Year (WPY) del 2026 con l'immagine dal titolo “Starling morning cloud”. La foto è stata scattata una mattina di Dicembre sul fiume Tirino e rappresenta uno stormo di storni che si invola sulle anse del fiume; l’immagine è stata apprezzata dalla giuria per il suo equilibrio cromatico e compositivo, in quanto sono ben rappresentati tutti gli elementi naturali: le anse del fiume, il canneto e la vegetazione, che offrono riparo agli uccelli, e il volo degli storni che sembra raffigurare una nuvola che sorvola il fiume.
Il Wildlife Photographer of the Year (WPY) è il più famoso e prestigioso concorso di fotografia naturalistica del mondo, e appartiene al Natural History Museum di Londra, ente di beneficenza registrato e istituzione scientifica che lavora per ispirare l’amore per il mondo naturale. Il concorso racconta la storia di un pianeta sotto pressione e intende sfruttare il potere della fotografia per far progredire la conoscenza scientifica, diffondere consapevolezza su questioni importanti e coltivare un amore globale per la natura. Al WPY del 2026 è pervenuto un numero record di 65403 immagini, da fotografi professionisti e non, provenienti da 121 paesi. La giuria di esperti, dopo attenta valutazione, ha premiato solo 100 delle oltre 65000 immagini pervenute.
Il fotografo, una mattina di dicembre diversi anni fa, mentre era impegnato a scattare fotografie, fu sorpreso da un intenso sibilo, un rumore molto particolare mai sentito prima. Alzando lo sguardo ha assistito allo spettacolo di migliaia di storni in un volo che sembrava non avere fine. Da allora, ha iniziato a monitorare la zona e ha scoperto che tra la fine di novembre e l'inizio di gennaio – sebbene non ogni anno – gli storni utilizzano la vegetazione lungo il fiume come luogo in cui trascorrere la notte.
Gli storni provenienti dall'Europa settentrionale e orientale migrano verso paesi più caldi nel sud del continente, tra cui Italia, Francia, Spagna e Nord Africa. In Italia e nell'Europa meridionale, arrivano a milioni in autunno, alla ricerca di un clima mite e di abbondante nutrimento.
Scelgono spesso aree urbane e suburbane come grandi dormitori comuni (ad esempio, tra i pini o lungo i viali alberati di città come Roma, Milano e Napoli), poiché questi luoghi offrono riparo dal freddo e protezione dai predatori. Nei campi e in campagna: durante il giorno frequentano zone agricole, frutteti e vigneti per nutrirsi di semi, insetti e bacche.
Sono uccelli estremamente gregari, che si riuniscono in stormi composti anche da migliaia di individui. Dopo aver trascorso l'intera giornata in cerca di cibo nei campi o nei parchi, al calar della sera i gruppi di storni si dirigono verso i loro "dormitori" – solitamente canneti o gruppi di alberi – dove competono rumorosamente per conquistarne i posti migliori prima di sistemarsi per la notte.
Una delle caratteristiche più straordinarie degli storni è la loro tendenza a volare in grandi stormi. Questo comportamento – spesso definito "mormorio" (in inglese “murmuration”), a causa del rumore prodotto dal battito delle loro ali – rappresenta uno dei fenomeni naturali più suggestivi e affascinanti a cui si possa assistere. Al termine della giornata, si riuniscono in stormi per dare vita a spettacolari danze aeree, che possono durare fino a un'ora. All'interno di uno stormo, ogni storno si posiziona vicino a circa sette compagni, adattando i propri movimenti a quelli degli altri. Questo comportamento consente una coordinazione perfetta tra gli individui, permettendo loro di muoversi come se costituissero un unico organismo.
.jpg)

Commenti
Posta un commento