Inaugurata ART in ACT a Villa Paris: la Fondazione Cingoli rende omaggio alla pregevole arte musiva di BRUNO ZENOBIO

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di Marcello Maranella 
E sono 13 le edizioni di ART in ACT celebrate nella splendida cornice di Villa Paris a Roseto degli Abruzzi. Se la memoria non mi inganna credo di non averne saltata una. Difficile sottrarsi all'invito garbato ma perentorio del Direttore Artistico  Andrea Cingoli che ci attrae e ci sorprende ad ogni appuntamento estivo con l'arte nelle sue molteplici espressioni. 

"Con l'intento di costruire", ha sottolineato l'architetto Cingoli nella sua presentazione, "connessioni fra passato e futuro tra patrimonio e innovazione, tra persone e comunità, affinché l'arte continui a essere uno spazio vivo di conoscenza, partecipazione e crescita". 

Un messaggio chiaro e coerente nel linguaggio e nella prospettiva che ci guida in quest'ultima edizione nella ricerca compositiva di Bruno Zenobio, mirabilmente descritta dal vivo da Linda Kniffitz, storica dell'arte  e curatrice della mostra oltre che curatrice della collezione dei mosaici contemporanei  del Museo d'arte della città di Ravenna. 

Si tratta di un significativo riconoscimento per l'artista di origine atriana, protagonista della retrospettiva di "Mosaici in 4D" dal titolo ideato da Andrea Cingoli dove le D significano Dimensioni ma anche Destinazioni. Si tratta di ripercorrere cinquant'anni di copiosa attività artistica raccolta nella mostra inaugurata venerdì 24 luglio nelle sale di Villa Paris alla presenza del sindaco di Roseto degli Abruzzi Mario Nugnes.  Riconoscimento sostanziato anche dal fecondo rapporto creativo e collaborativo stabilito negli anni con la Fondazione Cingoli. 

"Nei lavori più recenti", annota Miriam Di Francesco in una conversazione con l'artista, Zenobio dispone con pazienza ossessiva ogni tessera della composizione e accoglie nell'opera anche materiali di recupero provenienti dai lavori di restauro dell'impresa Cingoli.
Sono materiali di scarto per chi ristruttura; sono materia viva per l'artista".
L'evento rosetano, che si avvale del sostegno di Fondazione Tercas e Camera di Commercio del Gran Sasso d' Italia,  insieme al Museo d'arte della città di Ravenna, al Museo internazionale delle Ceramiche di Faenza e del Liceo Artistico "F.A.Grue" di Castelli, ha visto nelle scorse rassegne la partecipazione qualificata di giovani ai premi biennali GAeM.- Giovani Artisti e Mosaico-e GXC-Giovani per la Ceramica. 
Quest'anno all'esperienza musiva di Bruno Zenobio si affiancano elementi di mosaico archeologico illustrati con accorta documentazione fotografica. Sono quelli rinvenuti in via Sant' Antonio a Teramo tramite la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L'Aquila e Teramo. L'altro contributo è denominato "Senza cornice" della Piccola Opera Charitas dove il valore dell'arte coincide con quello creativo, l'arte intesa come strumento di cura, inclusione e trasformazione.
Infine l'interessante iniziativa dal titolo "Luogo condiviso" propone il mosaico come pratica della relazione, abbinato al VII Premio GAeM. "In un presente segnato da trasformazioni e tensioni si avverte la necessità di ritrovare spazi condivisi di dialogo e confronto" sottolinea Daniele Torcellini, Direttore artistico IX Biennale di Mosaico Contemporaneo. 

BRUNO ZENOBIO
Profilo d'artista

Nasce a Atri, in provincia di Teramo, il 28 maggio 1941. La sua formazione inizia al liceo artistico Giuseppe Misticoni di Pescara, dove ha per maestri i pittori Alfonso Del Greco e Elio Di Blasio e lo scultore Angelo Colangelo.
 Dal 1973 si susseguono commesse importanti per decorazioni musive di edifici sacri, una quindicina tra Marche, Abruzzo e Molise, fino a Roma. Nei pimissimi anni '80 visita più volte Ravenna ed entra in contatto con Renato e Carlo Signorini. Dal 1987 al 1993 si dedica alla grande chiesa del Sacro Cuore di Roseto degli Abruzzi dove compone tutta l'abside e la grande navata con le storie della via crucis. Tra il 1995 e il 1999 realizza un imponente ciclo musivo per la chiesa di San Berardo a Teramo. Decisiva nel suo lavoro di artista si rivela l'esperienza giovanile della recitazione come attore con una vis comica eccezionale. E poi ancora nelle vesti di presentatore, capocomico e impresario. Il teatro dunque si fa metafora della vita, al punto da ispirargli negli anni più recenti la sua opera - emblema dedicata al teatro delle marionette: Sono loro o siamo noi? L'Istallazione teatrale di burattini è stata acquisita nel 2024 dal MicHub, il polo culturale e museale della Fondazione Pescarabruzzo.
Dal 1973 l'artista risiede a Roseto degli Abruzzi dove vive e lavora.
 


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