L'Acqua del Gran Sasso e la cantilena delle aree protette
Tutte le mattine bevo l'acqua che esce dal rubinetto. Da quando sono nato mi hanno elogiato questo elemento naturale fresco, limpido, vitale alimento che richiama a noi nativi l'amore per la montagna. E che montagna il Gran Sasso che si lascia attraversare dal 19 agosto del 1573, quando Francesco De Marchi sale la vetta occidentale del Corno Grande: la cima più alta dell'Appennino. In altre successive esplorazioni l'esperto di ingegneria militare si sposta alle pendici del monte e ne rivela fantastiche scoperte fino alla grotta Amare, uno dei punti più suggestivi dell'intero massiccio del Gran Sasso e delle sue falde acquifere di cui annota: " L'acqua di questi due laghi non se gli può soffrire le mani dentro la sua freddezza. Gli mettemmo di fiaschi di legno pieni di vino e in un credo diventarono freddissimi in modo che il vino perdè il sapore. A' questi laghi io scrissi il mio nome e gli feci una gran' croce in la pietra con un piccone" Un...